frantumi

venerdì, gennaio 28, 2005

ehi...mesi che non passo di qui....che donna inconcludente!
ah ma tornerò...accidenti se tornerò....

postato da marisol 12:43 | commenti

domenica, luglio 25, 2004

La pioggia ha l’antico sapore di baci non dati. Ecco cos’è quella sensazione di malinconica assenza, di dolci rimpianti. Da stanotte la pioggia è fresca ed abbondante, ininterrotta, catartica e inquietante. Mi tiene in bilico tra la voglia di essere amata e la paura di restare sola. Questa pioggia lascia emergere dubbi e certezze. La certezza di non amarlo, il dubbio di riuscirci un giorno. Questa pioggia lava via il trucco, lasciando righe nere di rimmel sul mio viso, testimoni di lacrime e paure. Da quanto non scrivo, da quanto non mi guardo allo specchio, da quanto non ascolto la mia voce. Oggi piove, ed io sto male. Forse domani tornerò a respirare serenamente e ad assaporare questi giorni per quello che davvero significano, forse domani…

postato da marisol 11:24 | commenti (1)

mercoledì, giugno 23, 2004

E mentre i marmocchi di mio fratello continuano a fare il bello e cattivo tempo nella mia sacra cameretta… mentre scopro che guadagnerò un sacco di soldi per degli speakerati sulla patata novella, il pecorino romano e le fasi di lavorazione della ricotta…mentre il mio dolce cantastorie mi regala rose blu per la nostra prima settimana insieme…ogni tanto mi ricordo anche dell’esistenza di questo posto. Un posto in cui mi rifugiai circa tre mesi fa, per fuggire i postumi di una strana storia finita in frantumi ancora prima di iniziare, per liberarmi delle voci che mi abitano e che a volte mi stordiscono, lacerandomi. Mi piace questo posto. Anche se per colpa della mia cronica indolenza non è sempre come lo sento dentro, come lo vorrei. Però mi piace. E mi piace il fatto che qualche anima ogni tanto passi di qui, tra le mie parole, le mie stanze, i miei pensieri ad alta voce, le mie contraddizioni, i miei sussurri onirici, i miei post senza senso!

postato da marisol 12:44 | commenti (1)

sabato, giugno 19, 2004

Giorni caotici, frenetici, rumorosi, giocosi, belli. I miei due nipoti maggiori, causa trasloco, sono accampati da me a tempo indeterminato. Le trasmissioni riprenderanno il più presto possibile!

postato da marisol 18:36 | commenti

sabato, giugno 05, 2004

Qualcosa è cambiato. Sto bene. Sto davvero bene, ed è sorprendente. Quanti nuovi sapori in questi giorni, quante lacrime liberatorie, quanti respiri inaspettati, quanta vita. Sono sempre piccola, testarda, insicura, inconcludente, indolente, malinconica, demenziale e tutto il resto. Ma sono un po’ più forte, un po’ più viva (è italiano l’espressione “un po’ più viva?”). C’è una parola nella gola, che piano piano sta salendo, fino a gonfiarmi le labbra, fino a risuonare nella mente, fino a cadere nel punto esatto in cui era attesa. C’è una parola e mille canzoni. C’è quella parola a riscaldare questa attesa. Una parola, una parola sola per tutta questa nuova vita. Grazie.

postato da marisol 15:09 | commenti (2)

mercoledì, giugno 02, 2004

Sarà che ho sempre inteso l’amore come “colpo di fulmine”. Sarà che è sempre stato subito. Sarà che l’innamoramento lento e progressivo derivante dalla reciproca quotidiana conoscenza, e di cui molti predicano, non l’ho mai sperimentato veramente. Sarà che sono stanca dell’ ergastolo sentimentale dovuto ai balbettii della mia coscienza e all’eco doloroso di impareggiabili (?) ricordi. Sarà che ho chiuso troppe porte. Sarà che ho solo un po’ paura. Non prendo in giro nessuno, la mia sincerità è spietata. Per la prima volta il tempo è mio compagno di viaggio, padrone e servitore, alleato e nemico, mi aiuta e mi confonde. Me ne sono sempre abbastanza fregata del tempo. Stavolta è tutto nuovo e un po’ destabilizzante. Ribadisco, vorrei essere vecchia e saggia!

postato da marisol 10:57 | commenti (1)

lunedì, maggio 31, 2004

Ha bevuto le mie lacrime. Credevo che succedesse solo nelle poesie. E invece D ha letteralmente bevuto le mie lacrime. Ovviamente non sapeva che piangevo per un altro, che quella canzone mi faceva pensare a chi c’è stato, a chi non ci sarà,e a chi vorrei che ci fosse. Ma al contempo sono felice che ora ci sia lui. Amo la sua semplicità, a dispetto delle anime oscure e complicate che hanno sempre abitato le mie stanze. E lui ama quel che lascio emergere. Non molto a dire il vero, e quel poco non è per nulla rifinito o tirato a lucido ma viene fuori grezzo, senza filtro e senza trucchi. E lui è completamente ai miei piedi, mi aspetta –dice- e mi rispetta. E io? Continuo a ripetere che sono confusa. Finirò col fargli male. Credo che succederà. E che non resterò incolume neanche io. Per ora ho finito le risposte. O forse è solo che quelle che ho trovato non mi piacciono un gran che. Come vorrei essere vecchia e saggia…

postato da marisol 16:04 | commenti (2)

venerdì, maggio 21, 2004

Un po’ che non scrivo. Qualcuno sta cercando di riempire i miei pensieri. Ma ci sono ancora tante stanze vuote, porte chiuse, cassetti da svuotare. Vorrei tanto innamorarmi del mio dolcissimo cantastorie. Vorrei ritrovare la fede nei miei sogni. Vorrei smetterla di sentirmi sempre inadeguata. Vorrei dimenticare il rancore-amore. Perché sono sempre le persone sbagliate a farmi sentire giusta?

postato da marisol 19:14 | commenti (4)

lunedì, maggio 10, 2004

Una sera serena. Una leggera brezza. Il gianicolo, una birra, le sue simpatiche avance, le mie ironiche barriere, le mie oscillazioni, la sua mano pronta ad afferrarmi. Vorrei saper dirigere le mie pulsazioni, incanalare pensieri e sensazioni, scegliere la voce da ascoltare, depurare il sangue dai residui tossici, cacciare via i fantasmi, imbiancare le pareti, dimenticare, ripartire. E invece sono persa tra passato e futuro, tra il volere e il non potere, tra me e il sogno, tra il suo canto e il disincanto, tra la vita che non fu e quella che davvero conta.

postato da marisol 16:02 | commenti (1)

mercoledì, maggio 05, 2004

Continuano a giungermi note. E parole, e sguardi complici. Frammenti di una vita che lui mette nelle mie mani. Sarebbe bello averne cura, custodirli come un prezioso tesoro, tentare una caleidoscopica ricostruzione. Ma c’è sempre quel maledetto stato d’animo. Quella lacrima che come niente si gonfia e che rende il mondo luccicante ma anche tristemente offuscato, confuso, lontano. Vietato soffrire, è questo che ripete la mia voce fuori campo. E allora, caro il mio dolce cantastorie, non è il momento di affidarmi i tuoi pezzi di esistenza. Perdonami ma è troppa la paura di perderne qualcuno, di schiacciarli incautamente tra le dita rompendoli e ferendomi io stessa. Vietato soffrire, per ora è la mia unica risposta. Tendimi la mano, canta le tue storie, ascolta la mia voce e, se ti va, cammina un po’ con me.

postato da marisol 19:06 | commenti (2)